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TT155
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top
mwewTT155 (Theban Tomb 155) è la sigla che identifica una delle mwfaTombe dei Nobilicite-ref-2[N 2]cite-ref-3[1] ubicate nell’area della cosiddetta mwhqNecropoli Tebana, sulla sponda occidentalecite-ref-4[N 3] del mwigNilo dinanzi alla città di mwiwLuxorcite-ref-5[N 4]cite-ref-6[2], in mwlaEgitto. Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del mwlqNuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'mwlgAntico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la mwlwXXVI dinastia) e mwmaTolemaico.
Contents
• Titolare
• La tomba
• Note
• Fonti
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Titolare
TT155 era la tomba di:
| Titolare | Titolo | Necropoli [ N 5 ] | Dinastia/Periodo | Note [ N 6 ] |
|---|---|---|---|---|
| Intef | Grande araldo del re, Principe ereditario [ N 7 ] , Custode del sigillo reale, Primo compagno del re, Capo delle Oasi, Nomarca e Direttore dei granai reali [ 3 ] | Dra Abu el-Naga [ 4 ] | XVIII dinastia ( Hatshepsut - Thutmosi III ) | versante sud del wadi |
Biografia
Nessuna notizia biografica ricavabile dalle poche e malridotte pitture parietalicite-ref-referencea-10-1[3]. Le scene riportate sulla parete posteriore del vestibolo trasversale specie sui pilastri e, segnatamente, quello contrassegnato dal numero 6 in planimetria, sottolineavano graficamente gli incarichi di Intef, incarichi peraltro riportati più estesamente in una stele, oggi al mwzaLouvre (cat. C26), di cui non si conosce però la collocazione originariacite-ref-12[N 8]. Secondo la stele, Intef portava i resoconti al re, introduceva a lui i postulanti o comunque chi chiedeva di conferire con lui, faceva da portavoce delle sue volontà verso gli altri, fungeva da quartiermastro durante le campagne di guerra e "mwaq[…] calcolava le tasse dovute dai funzionari, dai sindaci e dai capi dei distretti […]".
La tomba
Planimetricamente la tomba, scavata direttamente nella roccia, si sviluppa partendo da un cortile con un'ampia sala trasversale con cinque grandi pilastri; altri pilastri sono accennati nella roccia, ma non vennero ultimati. Da tale vestibolo si diparte una sala perpendicolare alla precedente che termina in una seconda sala trasversale. I dipinti parietali sono seriamente danneggiaticite-ref-13[N 9] e praticamente illeggibili se non attraverso le descrizionicite-ref-14[5] e le rese intervenute nel tempo come i disegni di Säve-Söderbergcite-ref-cita-save-1957-15-0[6] della fine degli anni ’50 del secolo scorso.
Nella prima sala (1 in planimetria) un uomo che porta una stuoia, su cui sono disposti cibi; poco oltre (2) i resti di una mwfqfalsa porta con preti mwfgsemcite-ref-16[N 10] su ciascun lato. Su altra parete (3) il defunto con un figlio (di cui non è indicato il nome) e un fratello (forse Ahmosi) ispezionano, su cinque registri sovrapposti, la consegna di tributi da parte di popolazioni straniere, (tra cui i mwgwKeftiu), siriani con carri e vasi di fiori, e la registrazione dei prodotti provenienti dalle mwhaoasi; poco oltre (4) il defunto con la moglie, sotto la cui sedia un bambino nubiano offre datteri a una scimmia, e il fratello Ahmosi (?) ispezionano, su quattro registri, ufficiali e militari armati, operazioni di pesatura e trasporto dell'oro. Su altra prete (5), su due registri, il defunto e la famiglia praticano la pesca e la cacciagione; vengono rappresentati, inoltre, un ippopotamo arpionato mentre un coccodrillo mangia del pesce; in altra scena, di carattere anche comico, detta della "vendemmia", alcuni Apiru (o Khabiru)cite-ref-17[N 11] raccolgono e pigiano le uve mentre un supervisore assaggia il vino, offertogli da una fanciulla, e uomini provvedono a versare il prodotto in giare per l'immagazzinamento in una cantina sorvegliata da un uomo addormentato. Su un pilastro (6) il defunto con un'oca sotto la sedia e frammenticite-ref-18[7], noti solo da riproduzioni di Säve-Söderberg, di conciatori di pellame, costruttori di carri, raccoglitori e preparatori di fogli di papiro, navi da trasporto commerciale e mwjggraffiti in mwjwieratico.
Un breve corridoio sulle cui pareti (7) il defunto è rappresentato dinanzi al nome di mwkqHorus, dà accesso a una sala perpendicolare alla precedente, sulle cui pareti sono rilevabili scarse tracce di dipinti parietali, tra cui (8-9) resti della processione funeraria e riti di purificazione della mummiacite-ref-19[8] e, sulla parete opposta (10), su due registri, resti di animali di una scena di caccia con i carricite-ref-20[9]. Poco oltre (11) resti di scene con uccelli, bestiame e prodotti delle terre settentrionalicite-ref-21[10].
Reperti musealizzati
• Stele con doppia scena: il figlio Teti sulla sinistra e il fratello Ahmosi sulla destra inginocchiati dinanzi al defunto e "consigli ai viventi". Oggi al Museo del Louvre (cat. C26);
• Frammenti di figure crollate, compresa l'immagine di un vecchio, noti solo da riproduzioni di Säve-Söderberg e mwogN. de Garis Davies.
I tributi stranieri
Una delle scene parietali della camera trasversale (3) è relativa alle cosiddette "processioni egee", o "dei tributi stranieri" o, ancora, "processioni mwpqKeftiw". Le processioni dei tributari rappresentavano la consegna di "tributi" da regioni assoggettate all'Egitto o, comunque, in rapporti con il Paesecite-ref-22[11]cite-ref-referenceb-23-0[12]. Si ritiene, tuttavia che gli oggetti presentati dalle delegazioni Keftiwcite-ref-24[N 12], ovvero secondo la maggior parte degli studiosi i minoicicite-ref-referenceb-23-1[12], rappresentate in almeno sei mwtgTombe dei Nobilicite-ref-25[N 13], non costituissero un "tributo" nel senso letterale del termine, bensì doni da popolazioni non assoggettate, ma in rapporti commerciali o diplomatici pariteticicite-ref-26[N 14]. Tra i tributari rappresentati nella TT155 (3), i personaggi individuati come egei ci sono oggi restituiti solo dai disegni di Säve-Söderbergcite-ref-cita-save-1957-15-1[6] che furono a loro volta ricavati da dipinti già pesantemente danneggiati.
I doni recati dagli "egei", sebbene non perfettamente intelligibili (forse fasci di frecce), rispetto a quelli offerti da rappresentanti di altri popoli (come i siriani o i nubiani) sembrano avere maggiormente un valore simbolicocite-ref-27[13] più che venale. Ben poco si può aggiungere a proposito degli abiti indossaticite-ref-28[N 15] giacché i dipinti, e le restituzioni moderne, sono pesantemente mutilati proprio nella fascia centralecite-ref-29[14].
Note
Annotazioni
cite-note-11. La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 264.
cite-note-2N 2. ↑ La prima numerazione delle tombe, dalla numero 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del "mw2gTopographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes" di mw2wAlan Gardiner e mw3aArthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
cite-note-72. le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un'unica area, sono di fatto distribuite su mw7apiù necropoli distinte.
cite-note-83. Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal "mw8aTopographical Catalogue" di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione dell'epoca.
cite-note-94. Titolo, in questo caso, onorifico che non necessariamente comportava l'effettiva prevista ascesa al trono.
cite-note-12N 8. ↑ Si ritiene che la stele fosse posizionata sul lato corto del vestibolo, in posizione simmetrica rispetto a quella contrassegnata, in planimetria, con il n.ro 2.
cite-note-13N 9. ↑ La parte meglio conservata è quella della cosiddetta "vendemmia" in cui sono perfettamente riportate le varie fasi di produzione del vino (dalla vendemmia, alla pigiatura dell’uva, alla pressatura, all'"imbottigliamento".
cite-note-16N 10. ↑ Il "sem" era il prete, o l'erede, cui competeva la mw-qcerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della mw-gDuat.
cite-note-17N 11. ↑ Alcuni vedono negli Apiru, o Khabiru, gli Ebrei giunti nel territorio egiziano come nomadi, poi stanzializzati. Altri ritengono di poter individuare con tale nome non un popolo, bensì una sorta di classe sociale di immigrati o di rifugiati privi, cioè, di una connotazione etnica unica e di un proprio territorio. Sotto mwaqiThutmosi III sono indicati come "vignaioli", ed mwaqmAmenhotep II in un suo resoconto, narrò di averne catturati 3.600 durante una campagna contro mwaqqMitanni.
cite-note-24N 12. ↑ Il termine egizio per indicare i popoli egei, e segnatamente quelli mwaqgminoici, era mwaqkKeftiw. Benché non esista unanimità in tale identificazione, tuttavia la grande maggioranza degli studiosi indica il termine Keftiw come individuazione certa del popolo cretese nei contatti con l'Antico Egitto del Bronzo Tardo.
cite-note-25N 13. ↑ Le cosiddette "processioni egee", o "dei tributi stranieri", o "processioni Keftiw", si ripetono in altre cinque tombe dei nobili oltre la TT155, tutte concentrate nella XVIII dinastia e in un arco temporale di circa 100 anni: mwaq0TT39, di Puyemra, Secondo Profeta di mwaq4Amon durante il regno di mwaq8Thutmosi III; mwaraTT71, di Senenmut, architetto durante il regno di mwareHatshepsut; mwariTT86, di Menkheperreseneb Primo Profeta di Amon sotto Thutmosi III; mwarmTT100, di Rekhmira Visir di Thutmosi III; mwarqTT131, di Useramon, anch'egli visir sotto Thutmosi III.
cite-note-28N 15. ↑ Particolare normalmente utilizzato negli studi per individuare la provenienza di personaggi stranieri.
Fonti
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cite-note-62. ↑ mwasgmwaskDonadoni 1999,mwaso p. 115.
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Bibliografia
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Voci correlate
• mway4Storia dell'Antico Egitto
• mwazaNecropoli di Tebe
• mwaziTombe dei Nobili
• mwazqValle dei Re
Collegamenti esterni
• Disegni dai lavori di mwazgNorman e Nina de Garis Davies: mwazktracings from Theban Tomb 155.
• mwazsElenco delle tombe dei nobili visitabili:, su egittopercaso.net. URL consultato il 20.12.2017.